Il nostro risorgimento ci sarà sempre invidiato ; il nostro popolo, la nostra Italia sarà sempre la nazione più dediderata al mondo, sia per la cucina, sia per la forma del paese, fatta a stivale, quale pontile naturale nel mare più desiderato al mondo e, per tante altre cose... Di questo bisogna ringraziare i fautori del nostro risorgimento, dell'abnegazione mostrata dai nostri martiri nell'ottocento, di cui artefice vero ed altruista fu Giuseppe Garibaldi
Dalla mia collezione di spartriti, ho preso ad esempio, in questo 2011, l'Inno di Garibaldi nella versione francese di Vilard con copertina diseganata da Téchary nel 1915
Chi come me, che, nella vita, ha avuto la fortuna di ascoltare la magica e pittorica musica di Ciurlionis, non può non ricordare la gioia nostalgica che il suo poema sinfonico "Nella Foresta", è capace di evocare e portare la nostra mente e la nostra suggestione in un tempo remoto, dove tutto sembra essere lontanissimo e intriso di fascinosa nostalgia...
La musica di questo genio, musicista e grande pittore, ci rivela il suo carattere tipicamente evocativo, con pennellate stupende, affidate alle note di temi dal tessuto musicale incomparabile, dove la luce spunta quasi improvvisa e potente da farci andare in estasi...
Conoscere la musica di un così grande genio, ci dona nostalgici abbandoni di felicità in tempi e luoghi lontani, e ci sensibilizza sempre di più, quasi uno sprone a vivere in un mondo superiore...
Viva Ciurlionis e la sua arte, guidata dall' ispirazione divina, unico dono per anime eccelse dichiarate per sempre alla musica ed alla febbre della felicità su questa terra !
Paolo Giorza, lo Strauss italiano, così fu nominato nel secolo XIX, con la musica della canzone della Bella Gigogin, detiene uno dei primi posti nella storia del nostro risorgimento.
Pare che durante la famosa battaglia di Magenta, nel 1859, successo italiano contro gli austriaci, il merito del successo fosse da attribuire in larga parte, alla musica stimolante della canzone musicata dal Giorza.
Qui, mostro, dalla mia collezione di spartiti, la stessa canzone, ma con il titolo tramutato in Daghela avanti un passo, derivato dalle parole del testo della canzone in oggetto
" Gustav Mahler fu un santo, - scriveva Schonberg nel 1912 - Coloro che hanno potuto avvicinarlo, anche per un istante, ne hanno avuto coscienza, ma indubbiamente ben pochi tra loro ne hanno capito il perché. Eppure, anche tra questi, solo gli uomini di buona volontà gli hanno reso omaggio. Perché gli altri hanno reagito alla sua santità come reagisce sempre, chi è sostanzialmente malvagio, a ciò che è assolutamente buono e grande :lo martirizzarono" ecc. (Gustav Mahler : "in memoriam", 1912)
Sarà così un giorno anche Silvio Berlusconi ?
Questa è la mia domanda, cosa riuscirete a rispondere ?